Segnalaci i disservizi di Quarto

Vogliamo mettere in rete i cittadini di Quarto e pubblicare tutte le segnalazioni di disservizi che riscontrano quotidianamente. Scivici a ACCADEAQUARTO@HOTMAIL.it

giovedì 9 febbraio 2012

Comunicato della COOP in merito al sequestro di Quarto


In merito alla chiusura dell’Ipercoop di Quarto da parte dell’Autorità, Ipercoop Tirreno esprime innanzitutto il proprio rammarico per l’accaduto, per i disagi creati ai soci della cooperativa e ai consumatori, per il danno d’immagine che questa vicenda genera.
Ipercoop Tirreno è parte del Gruppo Unicoop Tirreno che da sempre fa dell’attenzione alla sicurezza dei prodotti (riferita sia alla fase di produzione sia a quella degli ambienti di vendita) uno dei tratti distintivi del proprio modo di operare. Sono infatti numerosi e ripetuti nel tempo i riconoscimenti ottenuti dal Gruppo su questo fronte.
Il primo impegno di Ipercoop Tirreno è ora quello di adoperarsi, in accordo con le autorità competenti, per la rapida riapertura dell’ipermercato. Ovviamente, nel caso in cui all’esito degli accertamenti ancora in corso, avessero a manifestarsi inadempienze o comportamenti soggettivi non conformi alle regole aziendali, gli stessi saranno sanzionati con estrema severità. Ciò al fine di riconfermare la tutela di valori per noi fondanti come la sicurezza alimentare e il rispetto delle regole aziendali.
Per il momento la conduzione dell’ipermercato di Quarto è stata affidata all’Amministratore Delegato di Ipercoop Tirreno. In questo compito l’Amministratore Delegato sarà affiancato da alcune delle migliori professionalità presenti all’interno del gruppo Unicoop Tirreno.
Unicoop Tirreno Soc. Coop. 

lunedì 6 febbraio 2012

Gatto mangia nell'ipermercato

Un gatto nero entra in un supermercato di un grosso centro commerciale in provincia di Napoli e fa razzia di carne nel bancone della macelleria. I carabinieri per questioni igieniche chiudono il supermercato e denunciato il titolare che aveva messo lo stesso la merce in vendita nonostante fosse stata toccata dal gatto

Chissà se è vicino Quarto....


domenica 5 febbraio 2012

Corriere e Repubblica sul corteo per il Castagnaro

Chi dice che ne eravamo 3mila, chi dice che eravamo 10mila

Repubblica Napoli:

Quarto, diecimila no
contro la discarica

Marcia contro l'apertura del sito di Castagnaro: "Sarà un disastro ambientale". I manifestanti chiedono le dimissioni del commissario Vardè e dei vertici della Sapna

di CARLO FRANCO

A QUARTO fa freddo, ma il popolo flegreo che marcia per opporsi al tentativo di aprire una nuova discarica al “Castagnaro”, e per difendere il diritto a proteggere l’ultimo polmone di verde, sembra non accorgersene. Quando la marcia è partita erano poco più di duemila, in fondo alla Montagna Spaccata si sono quintuplicati. «Sì, può scriverlo», dice Armando Longobardi del comitato del no alla discarica, «ora siamo diecimila». È impossibile contarli, ma sono davvero tanti. De Magistris e Alex Zanotelli sono con loro e questo li carica al punto da chiedere le dimissioni del commissario alle discariche Vardè e del vertice della Sapna che si sono limitati a scegliere i siti per altre sei discariche. Reiterando, sostengono, un delitto ambientale. 

I partecipanti alla marcia chiedono più raccolta differenziata e si ispirano al modello San Francisco dove non esistono termovalorizzatori. Il tempo per bloccare il progetto, reso possibile da un vistoso errore del governo Monti che ha spropositatamente aumentato i poteri del commissariato alle discariche, però, è davvero poco. E le notizie sono sconfortanti: le più pessimistiche fissano a giugno l’inizio dei lavori per la realizzazione della discarica in una cava in disuso da venti anni. Il pericolo è che si chiuda una specie di mostruoso triangolo: Pianura, infatti, confina con il sito del “Castagnaro” e Marano è poco più distante. 


QUI IL RESTO DELL'ARTICOLO 


CORRIERE DEL MEZZOGIORNO: 



Quarto, tremila al corteo per dire
«no» alla discarica del Castagnaro

Prima una manifestazione davanti alla Rai, poi un lungo corteo fino a via Campana. «Territorio già martoriato»

NAPOLI - Giornata combattiva dei tremila manifestati contro la discarica del Castagnaro, tra Pozzuoli e Quarto, in località Montagna Spaccata. È cominciata alle 10 di sabato con un sit-in fuori la Rai in via Marconi, insieme ai «Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti». Con loro padre Alex Zanotelli: obiettivo, protestare contro il piano regionale dei rifiuti, che prevede l’apertura di discariche in disuso e di quattro inceneritori. Zanotelli ha chiesto alla Rai spazi televisivi per dare voce all'ambientalismo campano, contrario al piano regionale.





QUI IL RESTO DELL'ARTICOLO

Bel corteo per il Castagnaro, ma la battaglia non è finita

Ieri pomeriggio ci siamo ritrovati in tantissimi, pacifici e allegri, per difendere ciò che è nostro.
Ma è importante capire che la mobilitazione è solo all'inizio e non si esclude che andranno organizzate altre manifestazioni fin quando  la minaccia sulla cava del Castagnaro non verrà ufficialmente sventata.

Nulla è finito, restiamo allerta.


sabato 4 febbraio 2012

Le mani della Camorra sui terreni attorno al Castagnaro?


I clan flegrei si sarebbero già fiondati sui terreni attigui alla cava del Castagnaro. Dai documenti in possesso del Comitato antidiscarica, c’è la prova di compravendite sospette delle aree vicine all’invaso
Annunziato Vardè le considera solo “notizie giornalistiche”. Eppure, se le indiscrezioni dovessero risultare vere, il commissario straordinario incaricato di individuare nuove discariche in provincia di Napoli sarebbe costretto a rivedere i suoi piani già prima di cominciare, cancellando la cava del Castagnaro dall’elenco degli invasi dove per i prossimi quattro anni saranno sepolti i rifiuti partenopei. Sì, perché i clan flegrei si sarebbero infatti già fiondati sui terreni attigui all’enorme area al confine tra Pozzuoli e Quarto, provando ancora una volta a fare cassa con la monnezza.

Dai documenti in possesso di Luigi Rossi, avvocato e presidente del Comitato antidiscarica, c’è la prova di compravendite sospette delle aree vicine all’invaso, ettari di terreni abbandonati per anni e acquistati in tutta fretta nelle scorse settimane. Gli stessi che potrebbero servire per costruire strade abbastanza larghe da permettere ai tir carichi di rifiuti di raggiungere la cava.

Solo ipotesi, per ora. I fatti sono i danneggiamenti all’auto di Rossi e le minacce telefoniche che l’avvocato ha ricevuto nei giorni scorsi. Vicende di cui oggi non vuole parlare, impegnato com’è a organizzare il corteo antidiscarica previsto per sabato pomeriggio e al quale si aspetta partecipino centinaia di persone.

Perché camorra o no, quell’invaso a Quarto non lo vuole nessuno. “La cava – dice – è a meno di un chilometro da Pianura, dove negli anni si è sversato di tutto, e a poco più di un chilometro da Marano, dove ancora c’è una discarica. Dicono che qui porteranno compost fuori specifica, che molti esperti considerano altamente inquinante e che rischia di compromettere le falde acquifere che passano sotto i terreni. Insomma, una vera e propria bomba ecologica”.

Non la pensa così Vardè. Lui, che i comitati non vuole incontrarli e attacca: “Sono troppo arrabbiati e animati da pregiudizi”. Difende i rifiuti ‘stabilizzati’ perché, a suo dire, non provocherebbero danni all’ambiente. Ma basta parlare degli Stir, gli impianti che dai rifiuti dovrebbero tirar fuori compost, per far vacillare le certezze del commissario. “Quelli campani non sono attrezzati, ma i tecnici mi hanno assicurato che bastano pochi accorgimenti per adeguarli”, dice laconico.








Nessuno però sa se e quando i lavori saranno effettuati e quanto costeranno. Neppure l’Europa, preoccupata solo che entro giugno il nuovo piano rifiuti campano sia già partito, discariche comprese, e che lo spettro delle montagne di sacchetti per le strade della città sia definitivamente spazzato via. È per questo che da Bruxelles nessuno ha mosso obiezioni al decreto del governo Monti, il secondo del 2012 dopo quello sulle liberalizzazioni, che riconosce al commissario alle discariche deroghe ai vincoli esistenti in materia ambientale, paesaggistica e di pianificazione del territorio. Di fronte alle scelte di Vardè e della conferenza dei servizi non avranno voce neanche i sindaci. I cittadini, però, sono pronti a farsi sentire.

E non solo a Quarto. A Chiaiano, dove la vecchia discarica è ancora sotto sequestro, è bastato solo accennare alla possibilità di aprire un nuovo invaso per risvegliare gli abitanti, che ieri hanno violato la zona militare liberando in cielo delle lanterne con la scritta ”Mai più”. A pochi chilometri di distanza, a Giugliano, sono pronti alle barricate: lì, oltre alla discarica il piano regionale prevede anche la costruzione di un gassificatore. A Nola la protesta contro l’apertura di nuove discariche ha già riunito sindaci e cittadini, mentre a Terzigno, a un anno e mezzo dai violenti scontri antidiscarica, i cittadini si sono ritrovati e hanno di nuovo bloccato per qualche ora la rotonda che porta alla discarica. A loro avevano detto che sul Vesuvio sarebbero finite solo seicentomila tonnellate di tal quale, ma ad oggi i rifiuti ammassati a due passi dal cratere sono almeno il doppio. E al posto dei boschi e dei parchi promessi continua a crescere, minacciosa, una enorme collina di sacchetti nauseabondi.

I Carabinieri sequestrano l'Ipercoop di Quarto

NAPOLI - I Carabinieri della Tenenza di Quarto Flegreo coadiuvati da Ispettori Sanitari dell’Asl Napoli Nord 2, hanno riscontrato all’interno dell’Ipercoop del Centro Commerciale “Quarto Nuovo” in Via Masullo di Quarto gravi carenze igienico sanitarie all'interno di depositi di alimenti confezionati nonché nei banchi frigo di carni, salumi, pesce e latticini, dovute all'intrusione notturna di un branco di gatti randagi. Glio animali accedendo nei reparti attraverso i varchi di carico e scarico merci, si avventavano su vari prodotti freschi ed imbustati.

Nella circostanza, il direttore 52enne dell’ipermercato è stato denunciato per aver messo in vendita sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione e insudiciate e sono stati sottoposti a sequestro circa 300 chilogrammi di carne di vario genere mentre nei reparti visitati nottetempo dai felini sono stati applicati i sigilli, nelle more della prescritta sanificazione, in ossequio alla normativa vigente nella specifica materia.

Poco dopo l’intervento delle forze dell’ordine e degli ispettori sanitari, i militari dell’arma hanno invece constatato che in spregio ai divieti imposti il pubblico continuava a prelevare alimenti dai banchi frigo e dagli scaffali delle aree sottoposte a provvedimento di chiusura, da cui peraltro erano stati deliberatamente rimossi i sigilli.

Per questo motivo, oggi, i militari del citato comando insieme a Dirigenti del Servizio Veterinario - Dipartimento Prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord, nel corso di un nuovo sopralluogo hanno contestato al responsabile dell’ipermercato di aver rimosso arbitrariamente i sigilli apposti ai reparti alimentari sottoposti a vincolo preventivo consentendo al pubblico di rifornirsi di cibo insudiciato, fatto inconfutabilmente provato da riprese del sistema di videosorveglianza.

Acclarato il concreto pericolo di reiterazione della condotta del direttore e considerato che riapporre i sigilli ai soli settori dei cibi insudiciati non avrebbe scongiurato del tutto il rischio che i clienti, anche solo distrattamente potessero prelevare gli alimenti contaminati, l’intero ipermercato è stato sottoposto a sequestro preventivo con l’assenso della Procura della Repubblica di Napoli. Il direttore dell’esercizio commerciale è stato nuovamente denunciato in stato di libertà per Violazione dei sigilli e Commercio di sostanze alimentari nocive.
Sabato 04 Febbraio 2012


FONTE: IL MATTINO