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giovedì 19 maggio 2011
domenica 15 maggio 2011
Quarto-connection Cesaro intercettato 22 volte
Ecco i colloqui con Chiaro, capolista Pdl ora in cella, che era già stato coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nel 2007 ottenendo in quel caso l’archiviazione dall’ipotesi di rapporti con la camorra.
di DARIO DEL PORTOI brogliacci di questa e di altre 21 telefonate fra Chiaro e Cesaro sono stati depositati ieri agli atti dell’udienza fissata per domani davanti al Tribunale del Riesame per discutere l’istanza di scarcerazione dell’avvocato Amedeo Di Pietro, difensore di Chiaro. Cesaro e Cosentino, va chiarito, non sono indagati come estraneo all’inchiesta è anche il candidato sindaco del Pdl Massimo Carandente Giarrusso, a sua volta intercettato 60 volte con Chiaro, che anzi dopo il blitz ha preso le distanze dal capolista del Pdl invitandolo a fare un passo indietro «per motivi di opportunità».
Nell’informativa redatta dai carabinieri del Nucleo operativo diretto dal maggiore Lorenzo D’Aloja, vengono fotografati alcuni momenti chiave della vita politica di Quarto che, secondo gli investigatori, si intrecciano con la rivalità fra Chiaro e Imbriani, ora accusati di profonde collusioni con clan Polverino ma anche capaci di influenzare la vita politica del comune flegreo. I due vengono descritti come divisi già sull’ipotesi di aprire una cava durante l’emergenza rifiuti nel 2008, operazione sospettata di avere come obiettivo l’acquisizione di «maggiore visibilità nella compagine camorristica» ma non andata in porto «per ragioni contingenti».
E sono rivali in questi giorni, quando Chiaro si oppone più volte all’ingresso nella coalizione di Noi Sud, sigla alle spalle della quale si muove Imbriani che nella precedente consiliatura aveva appoggiato, tramite una persona ritenuta di sua fiducia, il centrosinistra del sindaco uscente Sauro Secone, non coinvolto nell’inchiesta. Le resistenze all’ingresso nel centrodestra di Noi Sud vengono superate, è la tesi sostenuta nell’informativa, «tramite l’intercessione di Nicola Cosentino». Il 29 marzo Chiaro telefona a Cesaro e gli dice, secondo quanto riportato nella sintesi, di aver saputo da una terza persona che «Cosentino ha deciso che Nicola Imbriani deve stare con loro». Il giorno successivo «Cesaro chiama Armando — si legge ancora nel brogliaccio — e gli dice che il riferimento della lista Noi Sud è Nicola Imbriani».
In realtà, obiettano gli investigatori, Imbriani ricoprirebbe questo ruolo politico senza alcuna investitura formale. Sempre il 30 marzo, dopo aver parlato con Cesaro, Chiaro telefona al candidato sindaco e gli dice che «Cosentino ha imposto l’ingresso di Noi Sud nella coalizione». Nella ricostruzione dei carabinieri, Cosentino avrebbe spinto su Cesaro per far entrare Noi Sud nella coalizione di centrodestra in virtù dello stretto legame che esisterebbe fra Imbriani e il deputato Antonio Milo, che è estraneo all’inchiesta. Le intercettazioni vengono citate nell’informativa perché giudicate in grado di confermare «la notevole rilevanza politica vantata da Imbriani nei confronti degli esponenti non solo provinciali ma anche nazionali del centro-destra». Ma al tempo stesso, l’indagato appare, dall’indagine coordinata dai pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Cristina Ribera, come il «classico imprenditore camorrista, impegnato da decenni nel riciclaggio» del danaro sporco accumulato dal clan Polverino. E nella lista di Noi Sud in corsa alle elezioni comunali di Quarto figura anche un candidato, Salvatore Camerlingo, in cella sempre nell’ambito della stessa indagine.
Chiaro era già stato coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nel 2007 ottenendo in quel caso l’archiviazione dall’ipotesi di rapporti con la camorra. In questa indagine la Procura gli contesta invece legami molto stretti con il clan. Sarebbe proprio l’ex coordinatore locale del Pdl il proprietario «fittizio» dell’appartamento in provincia di Barcellona dove Polverino abitava e gestiva gli affari illeciti. Interrogato dal gip, Chiaro ha respinto le accuse. Domani, dal carcere, giocherà due partite nella stessa giornata: una per l’elezione in consiglio comunale, l’altra per la scarcerazione.
(15 maggio 2011)
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/05/15/news/quarto-connection_cesaro_intercettato_22_volte-16256585/
venerdì 6 maggio 2011
Quarto e camorra, imprenditori pestati a sangue?
Voto di scambio a Quarto, nel mirino 40 cambi di residenza
QUARTO - Gli inquietanti sospetti sul voto di scambio e sulle presunte infiltrazioni malavitose nelle liste elettorali per le elezioni amministrative di Quarto, dopo gli arresti dei due candidati al consiglio comunale Armando Chiaro (Pdl) e Salvatore Camerlingo (Noi Sud), maturati nel corso del blitz contro il clan Polverino, hanno fatto scattare l’allarme: i carabinieri di Quarto hanno visitato anche ieri mattina la sede comunale e verificato all’Anagrafe i nominativi degli elettori che hanno chiesto in queste ultime settimane il duplicato della tessera elettorale. Ma sotto osservazione sono finiti anche i cambi di residenza registrati negli ultimi sei mesi a Quarto.
Quasi una quarantina di cambi di residenza: un dato fisiologico, in linea con la media annuale, ma gli inquirenti non lasciano nulla di intentato e passano al setaccio nomi e cognomi di ognuno, per verificare anche gli eventuali legami con personaggi della malavita locale o con qualcuno degli 84 indagati nell’operazione anticamorra condotta dai pm della Dda Ardituro e Del Gaudio.
Nelle oltre 1200 pagine dell’ordinanza che ha portato in cella 39 persone tra politici, presunti affiliati e presunti boss dei Polverino, il gip Paola Valeria Scandone tratteggia uno scenario da brivido: presunte collusioni tra politica locale e malavita per il «condizionamento degli organi amministrativi comunali, con particolare riguardo alle scelte relative alle concessioni edilizie»; imprenditori pestati a sangue dagli emissari del clan per indurli a pagare il pizzo; soldi, provento delle illecite attività, che sarebbero stati pagati in cambio di un voto.
Circostanze relative alle passate elezioni, per responsabilità tutte ancora da verificare. Ma il voto del 15 e 16 maggio prossimi va monitorato. Del resto, anche il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Mario Cinque, nella conferenza stampa in procura dopo gli arresti di martedì notte, hanno confermato l’impegno delle forze dell’ordine per garantire la massima trasparenza nelle votazioni.
Sotto osservazione, per questo, sono finiti tutti i cambi di residenza richiesti negli ultimi sei mesi, ma anche le istanze di duplicato delle tessere elettorali. Gli inquirenti hanno chiesto all’ufficio elettorale di fornire l’elenco completo di chi ha smarrito il proprio documento per votare. Controlli rigidi. E alcuni elettori sono stati anche convocati in caserma nelle ultime ore e ascoltati dai militari.
Come mai hanno chiesto il duplicato del certificato elettorale? Qualcuno li ha avvicinati promettendo soldi in cambio del loro voto, tenendosi in garanzia i certificati elettorali? E quanti soldi sono stati promessi? Dubbi. Sospetti. Ipotesi che spetterà agli inquirenti e alla magistratura confermare.
Una cosa è certa: si vuole ostacolare il dilagare del fenomeno del voto di scambio e della possibile compravendita del voto, dopo quanto accadde alla vigilia delle elezioni del 2007, con il sequestro di fac-simile di schede elettorali e certificati e 101 persone finite a processo, tra cui anche Armando Chiaro.
Del resto, nell’ordinanza che ha portato in cella i due candidati consiglieri - nelle intercettazioni e nei resoconti dei collaboratori di giustizia - si fa spesso riferimento anche a strani episodi legati alle competizioni elettorali e a personaggi finiti in cella tre giorni fa.
ARTICOLO DE IL MATTINO
http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=38269
martedì 3 maggio 2011
3.5.11 Clan Polverino, a Quarto un arresto eccellente
Clan Polverino, 40 arresti
in manette due candidati Pdl
Nel mirino gli affiliati all'organizzazione criminale che controlla le piazze dello spaccio tra Spagna e Napoli. Sequestrati anche con un decreto preventivo immobili, terreni, auto, moto e società.
NAPOLI - Ci sono anche due candidati del Pdl tra le quaranta persone arrestate questa mattina dai carabinieri nel corso del blitz che ha interessato il clan camorristico dei Polverino. Uno dei due, in particolare, è Armando Chiaro (foto), consigliere comunale di Quarto (Napoli) e ritenuto prestanome dell'organizzazione, già destinatario negli anni passati di un'ordinanza di custodia cautelare. L'altro nome che figura nelle liste del Partito delle libertà è quello di Salvatore Camerlingo, cugino del boss Salvatore Liccardi. Anche per Camerlingo sono scattate le manette: è infatti accusato di spaccio di droga e detenzione illegale di armi. In particolare, Camerlingo è considerato "uomo d'ordine del clan".
I provvedimenti notificati questa mattina sono stati emessi su richiesta dei pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Maria Cristina Ribera. Le altre 38 persone arrestate sono elementi di spicco e gregari del clan attivo nell'area nord di Napoli. Le indagini sono partite nel 2007, in collaborazione con la Guardia civil spagnola, per il traffico di droga tra Italia e Spagna. Tra gli arrestati manca ancora il boss Giuseppe Polverino, che deve scontare due anni di casa-lavoro e che è da tempo ricercato.
Sequestrati anche con un decreto preventivo immobili, terreni, auto, moto e società. Tutti gli arrestati rispondono a vario titolo di reati che vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, ai tentati omicidi, estorsioni, usura, traffico e spaccio di droga, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, riciclaggio di capitali di provenienza illecita. I Polverino controllano anche attività commerciali tra l'Italia e la Spagna, oltre a gestire il traffico di droga che dalla penisola iberica porta sostanza stupefacente a rifornire 'le piazze di spaccio' gestite da altri clan napoletani.
Articolo di Repubblica del 3 Maggio 2011
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/05/03/news/clan_polverino_40_arresti-15705878/