una pagina dove possano ritrovarsi i cittadini che vogliono reagire alle inefficienze di Quarto e dei suoi amministratori
Segnalaci i disservizi di Quarto
venerdì 22 luglio 2011
La TARSU aumenterà del 30%
Si comincia alla grande!
venerdì 15 luglio 2011
Caldoro ai sindaci campani: setacciate terreni utili ad accogliere rifiuti. Quartesì, siamo pronti?
Annuncio-choc del governatore: non discariche ma siti di stoccaggio provvisorio nei comuni in difficoltà
NAPOLI - Chiamatelo pure federalismo municipale della spazzatura, ma quello di stamattina di Stefano Caldoro è un annuncio-choc: «Tutti i sindaci, in particolare quelli delle province di Napoli e Salerno - spiega il governatore - diano immediatamente la disponibilità di terreni che possano essere adibiti a discariche, anche piccole, nei loro territori». La comunicazione è già arrivata alle sedi di molti comuni campani. L’ultima frontiera della lotta all’eterna emergenza, dunque, è il “fai da te”. Non proprio discariche ma siti di stoccaggio provvisorio, nei comuni che hanno i maggiori problemi con lo smaltimento: il segnale è chiarissimo. Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità a cominciare, inevitabilmente, dal Comune di Napoli.
Le direttive inviate ai comuni e alle province, aggiunge Caldoro, riguardano «interventi urgenti che possono compiere solo le amministrazioni locali. L’apertura di discariche è prevista dalla legge. Più comuni possano mettersi insieme e costituire un'autorità d’ambito, fare accordi fra unioni di comuni e dare alla Provincia la comunicazione immediata della disponibilità». Caldoro ha inoltre ribadito come il lavoro del commissario Verdè sia «aggiuntivo e non sostitutivo per quanto riguarda l’individuazione e l’apertura di nuove cave e che pertanto rimane tutta la responsabilità delle amministrazioni locali nello scegliere in autonomia». Rivoluzione in vista, dunque: mentre i conferimenti fuori dalla Campania stentano a decollare, ecco che arriva la nuova parola d’ordine: «L’autodeterminazione delle comunità - precisa il Presidente - oggi è l’unica soluzione perché per gli impianti sono necessari dai 12 ai 36 mesi sebbene siano state avviate tutte le procedure. I cittadini devono stare vicino ai loro sindaci. È necessario far emergere la forza dei sì contro la forza dei no e dei veti. È necessario sensibilizzare la comunità come avviene in tutta Italia dove le discariche ci sono». Non è una soluzione definitiva, quella della mondezza municipalizzata, ma servirà a tamponare le emergenze fino al completamento degli impianti.
Carlo Tarallo15 luglio 2011
Articolo de Il Corriere del Mezzogiorno
Rifiuti, ancora rivolte e roghi Quarto, la cava ancora in fiamme
Proteste a Fuorigrotta dove i residenti hanno trascinato nel centro di via Arlotta alcuni cassonetti paralizzando la circolazione stradale. Sono 18 gli incendi appiccati la scorsa notte in tutta la città
Napoli ancora roghi dolosi ai cumuli di rifiuti, proteste e blocchi stradali nel corso della notte. Alle 2:30 Un gruppo di cittadini ha strascinato in strada cassonetti e immondizia al centro della carreggiata in via Arlotta, nel quartiere Fuorigrotta, paralizzando la circolazione che è ripresa soltanto all'alba quando sono intervenuti i mezzi dell'Asìa per rimuovere la spazzatura. Intanto, tra le 20 e le 8 di questa mattina, sono stati 18 gli incendi appiccati alle giacenze di rifiuti che permangono sui marciapiedi. I vigili del fuoco sono intervenuti non soltanto nelle periferie del capoluogo campano, ma anche in provincia.
E', inoltre, ancora in corso il vasto incendio divampato alle 16 di ieri in una cava piena di spazzatura a Quarto, nella zona flegrea. Le fiamme, infatti, non sono state ancora domate nonostante i pompieri abbiano lavorato tutta la notte. Secondo quanto di apprende dalla sala operativa dei vigili del fuoco, è stato richiesto anche l'intervento dei mezzi del comune di napoli per provvedere a spegnere l'incendio per soffocamento. Intanto è ancora ben visibile la colonna di fumo nero che si alza dai cumuli di rifiuti contenuti nella cava. Fumo che sprigiona diossina. Ancora ignota, però, la qualità del pattume sversato nella cava. Soltanto a incendio domato, infatti, si potrà conoscere se siano stati bruciati anche rifiuti tossici e speciali.
(15 luglio 2011)
Articolo de La Repubblica Napoli
venerdì 24 giugno 2011
Riufiuti, notte del 23.06.11 Finimondo tra Pianura e Quarto
Dietro ai roghi e ai vari disordini non c'è più solo la reazione esasperata della cittadinanza, ma veri e propri raid organizzati in diversi punti della città che rispondono a un'unica regia
È il metodo, antico, usato dai clan quando c’è da fare la voce grossa, quando c’è da ricattare il Palazzo: gli uomini in trincea, donne e bambini sul fronte. L’episodio più inquietante, tuttavia, è avvenuto poco prima della mezzanotte in via Montagna spaccata, tra Pianura e Quarto. Un gruppo di giovani, una ventina circa, è arrivato a bordo di scooter e motociclette di potente cilindrata: hanno ribaltato cassonetti, sparpagliato l’immondizia lungo la strada, creato una vera e propria discarica a cielo aperto per centinaia di metri chiudendo di fatto traffico una delle più importanti arterie che collegano la città alla provincia flegrea.
È il remake del film drammatico visto a gennaio 2008, quando su quelle strade di periferia ogni notte decine di centauri seminavano sacchetti e terrore: scontri con le forze dell’ordine, reporter aggrediti, cittadini che invocavano una protesta civile che venivano intimiditi o, addirittura, schiaffeggiati. Nove mesi dopo, furono arrestati in 37: sei mesi fa, le prime condanne. Secondo il Pm antimafia della procura di Napoli, Antonello Ardituro, regista di quei disordini sarebbe stato Marco Nonno, consigliere comunale di destra. Il processo, per lui, è appena iniziato: Nonno reclama la sua innocenza e, intanto, rieletto col partito di Berlusconi è stato promosso capogruppo del Pdl.
Con la munnezza per le strade, l’odore nauseabondo che costringe mamme a coprire naso e bocca dei propri piccoli con fazzoletti e mascherine, i ristoratori che vedono scappare clienti abituali e turisti, e il caldo che negli ultimi giorni ha raggiunto il suo culmine stagionale, sale anche la temperatura dello scontro politico. Ieri, il sindaco De Magistris ha attaccato nuovamente Berlusconi: “Non ha fatto nulla per Napoli e per l’emergenza rifiuti, perché se ne frega: altrimenti in queste ore avrebbe adottato altri provvedimenti” è stato il suo je accuse. “La situazione dal punto di vista igienico-sanitario è grave – ha aggiunto – c’è un rischio concreto per la salute dei cittadini”. In attesa che il Governo sblocchi i viaggi di rifiuti verso altre regioni e il Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, allestisca la discarica che si era formalmente impegnato a costruire sei mesi fa, il Comune di Napoli ha già individuato alcuni siti temporanei di stoccaggio dove portare i rifiuti raccolti. In città, non più in provincia. Una prima, fioca luce in fondo al tunnel: sarà anche per questo che ieri la “protesta” si è inasprita ancora di più. I Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per spegnere almeno una ventina di roghi, i camion della municipalizzata Asia hanno iniziato a lavorare h24 scortati dalla Polizia Municipale. Tutto questo, nel giorno in cui è intervenuto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “È assolutamente indispensabile e urgente un intervento per l’aggravarsi della acuta e allarmante emergenza rifiuti – ha detto il Capo dello Stato – Ho espresso allo stesso presidente del Consiglio la mia inquietudine per la mancata approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, in due successive riunioni, del decreto legge che era stato predisposto. Pur senza entrare nel merito del provvedimento, rinnovo l’espressione del mio convincimento che comunque un intervento del governo nazionale sia assolutamente indispensabile e urgente al fine anche di favorire l’impegno solidale delle Regioni italiane. È quanto auspicano – spiega – anche la Regione e gli enti locali di Napoli e della Campania, nello spirito dell’intesa che con apprezzabile sforzo unitario è stata da essi sottoscritta a Napoli”.
ARTICOLO DE IL FATTO QUOTIDIANO http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/24/napoli-la-camorra-firma-la-protestacontro-lemergenza-rifiuti/124077/
giovedì 26 maggio 2011
Area Flegrea sommersa dai rifiuti A Quarto barricate di sacchetti. Caos
NAPOLI - L'esasperazione per la nuova emergenza rifiuti ha provocato stasera la protesta da parte degli abitanti di Quarto (Napoli), Comune dell'area flegrea dove i cassonetti e i cumuli di spazzatura sono stati riversati in strada, sia al centro sia in periferia, bloccando la circolazione stradale.
Alla protesta hanno preso parte un centinaio di persone. In strada da due settimane - denunciano gli abitanti - la spazzatura non viene rimossa, tanto che si sono accumulate 1200 tonnellate di rifiuti.
ARTICOLO DE IL MATTINO http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=150578&sez=NAPOLI